Mentre effettuavo uno degli ultimi servizi fotografici matrimoniali, con una bellissima coppia che aveva scelto come sfondo per le loro foto il Colosseo ed i Fori Imperiali, mi sforzavo di immaginare come fossero stati i matrimoni nell’antica Roma e quanto mi piacerebbe poterne fotografare uno. Ovviamente so che all’epoca le macchine fotografiche non esistevano, ma fantasticavo sulla possibilità che prima o poi una coppia di sposi avrebbe scelto di celebrare il rito in abiti risalenti all’epoca dell’impero, con invitati abbigliati alla stessa maniera e addirittura con un banchetto di nozze ambientato ai tempi di Giulio Cesare.

Si tratta solo di fantasie, ne sono consapevole. Ma la cosa mi ha affascinato talmente tanto, da non resistere alla pulsione di andare scoprire come doveva essere vestita la sposa al tempo dei romani.

Il matrimonio nell’antica Roma

I matrimoni celebrati durante il periodo dell’impero romano, erano soprattutto matrimoni di convenienza. Magari per suggellare un’alleanza tra due famiglie nobili e comunque sempre per reciproco interesse delle stesse. Parliamo di matrimoni di patrizi ed equestri, quelli cioè che avevano potere e denaro.

Le spose venivano promesse, anche sin dalla nascita ed erano poi “consegnate” al fidanzato all’età in cui diventavano “signorine” (12-13 anni per lo più). Quindi le donne non avevano l’autorità per scegliere il proprio marito. In compenso venivano educate ed istruite per diventare delle perfette “matrone”, le quali poi a questo punto godevano di una notevole libertà personale.

Il matrimonio nell’antica Roma era un rito con dei passaggi obbligati e precisi, i quali facevano in modo che lo stesso fosse riconosciuto dallo stato. E il fotografo di matrimonio (tanto per farmi entrare in questa storia), era di solito una persona incaricata semplicemente di registrare l’atto.

L’abito da sposa nell’antica Roma

Tutti ormai abbiamo negli occhi il classico abito bianco che le nostre spose contemporanee indossano con grazia ed eleganza. Ma questo tipo di abito vide la luce negli anni 30 del novecento. In passato l’abito da sposa era un abito che rispecchiava lo stato sociale della famiglia e che poi poteva venire riutilizzato in altre occasioni.

L’abito della sposa dell’antica Roma era invece una semplice tunica bianca stretta e lunga fino a raggiungere i piedi. Alla vita veniva legata una sorta di cintura realizzata in lana e fermata con un nodo, chiamato nodo erculeo. Questo aveva una duplice funzione: mettere al riparo il matrimonio dalla malasorte e rappresentare il nodo da sciogliere dal marito la prima notte di nozze prima di possedere la consorte. Solo lui poteva farlo.

Sulla tunica le spose romane indossavano una sopraveste di colore giallo, in pendant con sandali dello stesso colore. Al collo portavano un gioiello, di solito una ricca collana.

L’acconciatura dei capelli era realizzata con 6 trecce tenute da una punta di lancia e raccolti in una rete di colore rosso. Non mancava il velo che le copriva il volto. Questo era chiamato flemmum. Una corona di maggiorana e verbena, oppure di fiori d’arancio (ecco perché si dice così), veniva posta sul capo della sposa di Roma, sopra il velo.

Il Rito del Matrimonio

Il matrimonio era officiato dall’auspex, un sacerdote che prevedeva gli auspici attraverso la lettura delle interiora di una animale sacrificato allo scopo.  A quel punto l’auspex, in un religioso silenzio, annunciava il favore degli dei e gli sposi pronunciano una formula che nella concisione romana esprime meglio di mille parole lo spirito della unione matrimoniale: Ubi tu gaius, ego Gaia. L’auspex ed i testimoni in seguito (che a differenza di oggi potevano essere anche una decina), ponevano il sigillo sull’atto di nozze.

Quando gli sposi erano stati uniti nel vincolo del matrimonio, lui sollevava il velo di lei e finalmente si potevano guardare in volto come marito e moglie. Era una stretta di mano tra loro a terminare il matrimonio.

Dopodiché, spazio ai festeggiamenti con ricchi banchetti, fino al tramonto, quando lo sposo finalmente conduceva la sposa nella propria abitazione per consumare il matrimonio.

Concludendo, il matrimonio nell’antica Roma era ben diverso da come lo intendiamo oggi. Ma chissà quanto sarebbe stato bello poter effettuare un servizio fotografico matrimoniale al Colosseo, ai Fori Imperiali o alle Terme di Caracalla, quando questi monumenti sorgevano intatti in tutto il loro antico splendore!

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